Convegno 30 anni di Casa Letizia: Una comunità della comunità (16/11/2018)


Si è svolto venerdì 16 novembre il Convegno per i 30 anni diattività di Casa Letizia, comunità di accoglienza per madri con figli minorinata per iniziativa dei volontari del Centro Ambrosiano di aiuto alla Vita nel1988. 72 partecipanti, a diverso titolo impegnati nel sostegno alle donne indifficoltà e ai loro bambini, rappresentati 17 enti del privato sociale cheoperano in Regione Lombardia. Non è stato un momento celebrativo, ma una occasionedi confronto e riflessione su questo tipo di intervento di sostegno ai nucleifamiliari fragili, che ha il principale obiettivo di salvaguardare relazioniprimarie indispensabili per una crescita equilibrata di un minore e rispondentealla priorità dettata dalla legislazione, che prevede il diritto del minore acrescere nella sua famiglia. Purtroppo è stata evidente l'assenza dellaPubblica Amministrazione, sia nelle componenti politiche che nelle componentiamministrative, non essendo presente all'evento nessun politico e nessunoperatore dei servizi sociali. Il primo intervento, del presidente del CentroAmbrosiano di aiuto alla Vita ha evidenziato come questa assenza diventicriticità perché riporta ad una considerazione della sussidiarietà che non puòessere condivisa dal privato sociale. Il privato sociale è cittadinanza attiva,è linfa della comunità che opera per il benessere ma non per consentire allaPubblica Amministrazione di indietreggiare davanti ai bisogni delle persone piùfragili. La giornata è proseguita con gli interventi di Cristina Balloi,pedagogista collaboratrice del Centro di ricerca sulle relazioni interculturalidell'Università Cattolica di Milano che ha focalizzato l'attenzione sugliaspetti del lavoro pedagodico-educativo mirato alla salvaguardia dei legamifamiliari. Ingrid Bianchetti, della Fondazione Arché, ha coinvolto la plateacon la passione di chi opera quotidianamente con donne in dificoltà che hannoil profondo bisogno di sentire che qualcuno si occupa di loro, che possonoessere considerate e sentirsi importanti. Solo restituendo loro la dignità dipersona, di donna, si può consentire a loro stesse di recuperare un ruologenitoriale, una responsabilità nei confronti dei figli. La mattina si èconclusa con il prezioso intervento dell'Avvocato Maria Grazia Dinella che, conla sua esperienza di curatore di minori, ha evidenziato la necessità di unacollaborazione e comunicazione sempre più stretta tra i diversi interlocutoriche intervengono nel sostegno ai nuclei fragili e nella tutela dei minori. Nelpomeriggio una tavola rotonda ha consentito di evidenziare aspetti,caratteristiche metodologiche e di organizzazione di alcune strutture operantiin Milano, per evidenziare le idee, il pensiero e l'impegno che caratterizza illavoro con i nuclei madre/minori. I lavori si sono chiusi con l'auspicio diproseguire in quello che si è caratterizzato come un inizio di un percorso diapprofondimento che si spera possa vedere il coinvolgimento di altri attoriistituzionali e non che hanno a cuore l'interesse e il benessere dellacomunità.

Giuseppe Del Giudice

Presidente Centro Ambrosiano di aiuto alla Vita


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